– di Gianluca Montinaro
La Franciacorta è zona di ‘grandi’ vini. Lo è per storia e tradizione. Lo è per le particolari peculiarità del terreno, che risale all’epoca Quaternaria. Lo è per il perfetto microclima, che beneficia della termoregolazione del Lago d’Iseo e della ‘protezione’ del Monte Orfano. Eppure, nonostante tutto, qui ‘grandi’ vini scarseggiano. Al netto di alcune (invero molto poche) assolute eccellenze, il resto della produzione si distingue per l’incostanza della qualità e la mediocrità della piacevolezza. Perché la prima viene spesso sacrificata a numeri produttivi troppo alti, e la seconda a tecniche agronomiche grossolane e pratiche enologiche disattente. I risultati si possono facilmente verificare nel bicchiere: bouquet aromatici di tale sobrietà da risultare monocordi. E profili gusto-olfattivi miseri: sì talvolta ben lavorati nell’esaltazione della mineralità ma carenti in equilibrio, progressione e lunghezza.

Poi – come sempre – ci sono le eccezioni: perché nulla (e lo diciamo con buona pace dei ‘talebani’ che pensano di avere sempre la verità in tasca) è mai tutto bianco o tutto nero. Eccezioni ancor più gradite quando poi giungono da aziende poco note. Come nel caso di Terre d’Aenòr, piccola cantina di Provaglio d’Iseo, di proprietà di Rosella e Amedeo Bianchi, e soprattutto della loro figlia Eleonora (da qui il curioso nome ‘Aenòr’, radice germanica di ‘Eleonora’) che, oggi appena trentenne, si sta impegnando con passione nel creare vini di carattere e personalità.

L’azienda, che è certificata biologica, utilizza solo pratiche virtuose, a zero impatto ambientale, in vigna e in cantina (inerbimento controllato, difesa organica delle vigne grazie alla distribuzione di elicitori, raccolta manuale dell’uva, vinificazione attenta con macchinari all’avanguardia che impiegano solo metodi fisici…). E, soprattutto, il giusto tempo di ‘sosta’ in cantina: i Franciacorta vanno attesi per svilupparsi correttamente!

Il risultato prende forma in una gamma di etichette lodevolmente non troppo ampia (Brut, Extra Brut, Satèn, Pas Dosé, Rosé, Demi-Sec, e due ‘fermi’: un bianco e un rosso). Fra queste spicca l’Extra Brut millesimo 2020. Dal colore giallo paglierino limpido, sin quasi brillante con la sua effervescenza sottile e persistente, il vino conquista già alla prima olfazione. Il naso sprigiona un ventaglio aromatico ampio ma soprattutto coerente e ben lavorato, con la frutta bianca e gialla in primo piano (susina, pesca, bergamotto…) screziata da fiori, leggerissime note di erbe aromatiche (qui e là si avverte il timo limonato), accenni di fragranza (senza nessuna stucchevolezza) e una bella verticalità. Il sorso si muove in coerenza: l’acidità e la mineralità guidano una beva che in centro di bocca si allarga in un’espressione di estrema armonia e avvolgenza. Qui, muovendosi con l’eleganza di un rondò mozartiano, i gusti tornano e ritornano con finezza e piacevolezza disegnando un finale lungo e pulito, improntato a una stuzzicante sapidità che invita a un altro bicchiere.
- Terre d’Aenòr
- Via Alessandro Volta, 22
- Provaglio d’Iseo
- Tel. 030. 9830888
- www.terredaenor.com
- commerciale@terredaenor.com