– di Gianluca Montinaro
Nell’Ottocento un Riesling della Mosella poteva costare più di un Bordeaux Premier Cru Classé. Era un vino ricercatissimo: sempre presente sulle tavole delle case reali di tutta Europa (per rendersene conto è sufficiente scorrere la lista dei vini sui menu dei pranzi ufficiali dell’epoca). Una supremazia che oggi suona quasi incredibile: eppure fu la norma per un secolo, prima che la Grande Guerra, la caduta degli Imperi e soprattutto la crisi del 1929 ne offuscassero il nome. Ma nessun luogo custodisce meglio quella memoria di Wehlen. E nessuna firma la incarna con altrettanta fedeltà di J.J. Prüm.
La cantina nasce nel 1911, quando Johann Josef Prüm si mette in proprio, separandosi dalla famiglia (i Prüm sono presenti a Wehlen da oltre quattro secoli). Fu però suo figlio Sebastian, tra gli anni Trenta e Quaranta, a fissare lo stile che ancora oggi riconosciamo: fermentazioni lente, dolcezze mai gridate, un’eleganza filigranata. E che tale è rimasto, accompagnando come una costante – una sorta di grammatica dinastica da non tradire – il passaggio delle generazioni: da Sebastian ai figli Manfred e Wolfgang, fino a Katharina Prüm, che affianca il padre dal 2003. Tant’è che la casa, pur membro del VDP (Verband Deutscher Prädikatsweingüter), rifiuta deliberatamente i Grosses Gewächs (G.G., equivalente del concetto di Grand Cru francese) secchi ora alla moda e resta fedele alla vecchia scala dei Prädikat – Kabinett, Spätlese, Auslese, e quindi Beerenauslese, Trockenbeerenauslese ed Eiswein – nei quali è la selezione delle uve in vigna a decidere il carattere del vino.

L’Auslese nasce da grappoli scelti a mano, surmaturi, talvolta toccati dalla muffa nobile: la categoria più libera della scala, capace di dare tanto vini di grande dolcezza quanto vini semisecchi (se in cantina si decide di ‘svolgere’ tutto lo zucchero dell’uva), tenuti in piedi da un’acidità tagliente.
Il cru Wehlener Sonnenuhr è una delle vigne più importanti di tutta la Germania. Si tratta di un pendio ripidissimo esposto a Sud, sulla riva destra della Mosella, dove nel 1842 Jodocus Prüm fece costruire la meridiana di pietra che dà il nome al vigneto e ne certifica, ancora oggi, l’orientamento perfetto. Il suolo è composto da ardesia blu devoniana pura: accumula calore di giorno, lo restituisce di notte, e regala ai Riesling quella mineralità tesa, quasi salina, che è la firma dei vini della regione. Il lavoro in cantina è poi minimo: fermentazione spontanea e lentissima, in grandi fuder di rovere mai nuovo; lunga sosta sulle fecce fini; imbottigliamento tardivo. Nascono così vini a bassa gradazione (in questo caso si parla di 7,5%), spesso ridotti in gioventù – un tratto voluto, non un difetto – che il tempo scioglie: un Kabinett regge dieci o venti anni, un Auslese anche quattro o cinque decenni.

Questo Wehlener Sonnenuhr Auslese 2019 si presente di un colore giallo paglierino tenue, con riflessi verdolini e una cristallinità spiazzante. Il naso è stordente: dapprima si avvertono leggere note affumicate (come di ardesia bagnata) che poi si aprono su fiori bianchi, mela e pera cotogna, pesca e frutta tropicale, con sensazioni di scorza d’arancia e di chinotto, erbe di campo e sentori di zafferano. In bocca la dolcezza è avvolgente ma sorretta da un’acidità tagliente che impedisce ogni cedimento: sapido e lunghissimo il vino chiude con una precisione millimetrica, invitando subito al sorso successivo.
- Weingut Joh. Jos. Prüm
- Uferallee, 19
- Fraz. Wehlen – Bernkastel-Kues
- Germania
- Tel. +49.6531.3091
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