CopertinaLaStuadeMichil

– di Gianluca Montinaro

Simone Cantafio aggiunge il suo nome a quello di Michil Costa, nel firmare la proposta della magnifica Stüa (declinazione in lingua ladina del vocabolo tirolose stube) che, da decenni ormai, è simbolo per antonomasia di raffinatezza montana ed eleganza alpina.

Uno scorcio dell’affascinante ristorante La Stüa de Michil – Simone Cantafio, all’interno dell’Hotel la Perla, a Corvara in Badia (Bz)

D’altronde non potrebbe essere altrimenti considerato che la famiglia Costa (che nel 2026 taglierà il traguardo dei settant’anni di attività) sa bene cosa siano l’ospitalità, il calore e l’accoglienza: valori non negoziabili e che oggi più che mai, in questo tempo di alberghi senz’anima per ‘turisti-consumisti’, rendono l’Hotel La Perla (Corvara in Badia, Bz) un approdo privilegiato. Un luogo del cuore per coloro che sono alla ricerca di verità e sostanza.

Una delle pareti, tappezzate da alcune delle importanti bottiglie qui stappate

Verità e sostanza, che unitamente a gusto ed espressività, abbondano nello stile di Cantafio: raffinato interprete di materie prime cercate in lungo e in largo per l’Italia, grazie a una rete di contadini, allevatori, pescatori che ormai raggiunge il considerevole numero di settanta. La cucina si muove lungo due direttrici che continuamente si intersecano fra loro: «La terra è viva» (dal titolo di un celebre opuscolo del marchese Mario Incisa della Rocchetta) e «Incö» (‘oggi’, in ladino). Dichiarazioni d’intenti che guidano una proposta di giornata nella quale sono le materie prime d’eccellenza assoluta – reperite in tutta Italia da una rete di piccolissimi fornitori – a scandire una carta in perenne mutamento. A dare il senso d’unità è la somma maestria del cuoco nell’interpretare gli ingredienti: con tecnica francese, sensibilità italiana e qualche azzeccata divagazione nipponica. Ecco quindi che Cantafio, con la consapevolezza di chi ‘conosce’ per davvero il prodotto, fa un passo indietro davanti allo stambecco, che diventa un sontuoso civet in accompagnamento a delle tagliatelle alla farina di farro, vivacizzate dall’aromaticità del limone e dallo spunto fermentato di un ottimo kimchi «di montagna». Così come davanti alla lampuga, che viene rosolata al burro di zigoli di Marebbe, e quindi sposata a un «cuore» di porri marinati e uno jus ristretto al granchio blu della Laguna. Chapeau di fronte al piatto più complesso, dal punto di vista della lavorazione (sono necessarie ben quattro ore per comporlo), della serata: il «Tributo a Michel Bras»: composizione di oltre cinquanta vegetali di stagione (verdure, foglie, erbe, germogli), ognuno lavorato diversamente, con finocchi, citronette all’arancia e ostriche. Dolci d’alta scuola.

Amuse-bouche: conetti allo zafferano ripieno del ‘piatto dello sciatore’ (uova, speck, patate); takoyaki ripieni di Pecorino Romano, nduja e confettura di arancia e zenzero…

Il servizio è perfetto, e vede oggi il sorridente Giancarlo Di Stefano al comando. Mentre la cantina, che continua a essere una delle più emozionanti al mondo, viene gestita con attenzione dal giovane Francesco Calderaro (che ben ha appreso il mestiere dal suo maestro: Paolo Baraldi). Menu «La terra è viva» a 195 euro, mentre il menu «Incö» (che va prenotato con almeno un giorno di anticipo) ne costa 230 euro. Si parte da 195 euro ordinando alla carta.

  • Hotel La Perla – La Stüa de Michil – Simone Cantafio
  • Strada Col Alt, 105
  • Corvara in Badia (BZ)
  • Tel. 0471.831000
  • www.laperlacorvara.it
  • info@laperlacorvara.it
  • Turno di chiusura: domenica; a pranzo
  • Ferie: dai primi di aprile ai primi di giugno; da fine settembre ai primi di dicembre
boršč di barbabietola con panna acida e uova trota; tacos con anguilla e cavolfiore; carne salata con lattuga e alga nori (tipo hosomaki); tartelletta con ceviche di lavarello e puntarelle
Bourgogne Pinot Noir 2021, cantina Jean-Claude Ramonet
Pane, cracker e burro alpino
Brodo caldo di castagne di Barbiano e tartufo nero con pezzetti di pera; tsukune di oca: royale del suo fegato e la sua pelle
Pulsar Blanc RTC 2020, cantina Roberto Ferrari – Manifattura Vini
«Tributo a Michel Bras»: composizione di oltre cinquanta vegetali di stagione (verdure, foglie, erbe, germogli), ognuno lavorato diversamente, con finocchi, citronette all’arancia e ostriche
San Micheli Corse-Sartène 2023, cantina Polidori de Rocca-Serra
Tagliatelle alla farina di farro con civet di stambecco, «brivido di limone» e kimchi di montagna
Archineri Etna Bianco 2022, cantina Pietradolce
Lampuga rosolata al burro di zigoli di Marebbe con cuore di porri marinati e jus ristretto al granchio blu della Laguna
Sedano rapa farcito di scarola al burro nocciola con condimento di cotogna allo yuzu, jus di cipolla e Whisky torbato
’L Franc 2018, cantina Proprietà Sperino
Animella arrostita in casseruola con chimichurri, broccoli agri e salsa meurette
Sorbetto di mango e mandorle di Corrado Assenza
Riesling Auslese GK Rheingau 2018, cantina Peter Jacob Kühn
«Raccolte da Judith»: «tutte le mele del suo giardino gardenese» con sfogliato croccante al profumo di cannella, latticello di Badia e vaniglia
Piccola pasticceria