– di Gianluca Montinaro
La strada per giungere alla casa di Roberto Rossi non è delle più agevoli. Si deve percorrere più di qualche tornante, sulle pendici del Monte Amiata, per raggiungere Pescina, piccola frazione di Seggiano (Gr). Ma, una volta giunti, al di là del fascino dei paesaggi attraversati (mi raccomando, di notte soprattutto si deve andare piano: è normale incontrare animali sulla strada), parrà di essere approdati in un luogo ‘magico’: un indirizzo ‘confidenziale’, noto solo a veri e smaliziati gourmet.

L’antica casa in pietra, giusto sull’angolo del borgo, appare curatissima. Ma non si abbia fretta di entrare: ci si faccia prima accompagnare a visitare l’orto e la cantina. Il primo è immenso: un vero e proprio orto che nulla ha a che vedere con i tanti finti orticelli che tanti cuochetti da strapazzo si vantano di avere (un minuscolo fazzolettino di terra, con tre piantine di aromatiche…). È da qui che giungono, per davvero, tutta le verdure a la frutta impiegata al ristorante (e ciò che non arriva fisicamente da qui, giunge dall’‘altro’ orto: quello coltivato dal papà di Roberto, che anche alleva i piccioni e i polli). La seconda è ricca di importanti bottiglie, anche declinate in verticali imponenti, sia toscane sia del resto d’Italia e del mondo.

Ma il pranzo chiama: accomodati agli ampi tavoli (evviva!), distanti l’uno dall’altro in modo siderale (evviva!!), su comode poltroncine con braccioli (evviva!!!), in un ambiente elegante ma rilassato, confortevole e avvolgente (evviva!!!!), giunge la proposta del giorno. La carta delle vivande (datata e dedicata a ogni ospite) viene appunto elaborata giorno per giorno: secondo disponibilità ed estro della cucina.

Quest’ultima è di alta scuola e non si perde dietro le vacue mode del momento. Nei piatti parlano da protagonista le materie prime della stagione, sapientemente vivacizzate dalla presenza di erbe e frutta. Nessuna astrusità, nessun intellettualismo, ma solo immensa sincerità in ricette che, intrecciando le tradizioni e i gusti della Maremma più interna e della Val d’Orcia, si esprimono in modo diretto e pieno: con gusto, sostanza ed equilibrio magistrale.

Buonissimo è il panettone gastronomico (Roberto è appassionato di lievitati) con erbette profumate, acciughe e frutta di stagione spadellata (in questo caso una susina), così come è invitante il cremoso di castagne e funghi: ovvero una elegante vellutata di castagne con consommé di funghi porcini. In autunno in tartufo bianco, che giunge dalle vicine Crete senesi, ‘cade’ su alcune pietanze, come i saporiti taglierini di pasta all’uovo.

Fra i secondi, oltre a il grande classico del Silene – il piccione – valgono l’assaggio il pollo allevato a fichi con frutta, verdure e rafano e il sontuoso «mare negli orti»: una sorta di cappon magro nel quale i crostacei, i molluschi e le conchiglie di giornata sono accompagnati dagli ortaggi del verziere di Roberto.

Dolci d’alta scuola. E servizio, in mano a un altro Roberto (Canestri, però, di cognome), sorridente, puntuale, simpatico ed empatico. I menu degustazione sono due, di cui uno vegetariano, proposti a 130 e 150 euro. Si spende all’incirca la stessa cifra alla carta. Per un locale che conquista l’anima, la testa e il cuore!
- Il Silene
- Strada Provinciale Altore, 9
- Fraz. Pescina – Seggiano (Gr)
- Tel. 0564.950805
- www.ilsilene.it
- info@ilsilene.it
- Chiuso: lunedì; a pranzo da martedì a venerdì; domenica sera
- Ferie: variabili











