– di Gianluca Montinaro
Si deve imboccare la strada che sale alla Roncola per giungere, tornante dopo tornante, al ristorante di Mario Cornali e di sua moglie Delia: Collina. Quassù – nomen omen – la vista spazia sulla sottostante piana e, seduti a uno dei tavoli della panoramica sala da pranzo, sembra quasi di toccarlo l’azzurro del cielo e il verde dei circostanti boschi. Un luogo di malia – insomma – che, nato come trattoria negli anni Sessanta con i genitori di Mario, si è poi trasformato in locale elegante e arioso, con una proposta di cucina meditata e raffinata.

Mario, che ai fornelli alterna il cesello di una penna acuta e profonda (si leggano – giusto a titolo di esempio – l’intenso romanzo La dispensa del giorno prima, 2022, e la penetrante raccolta di riflessioni e racconti Orizzonti vicini, 2010), è un cultore dei prodotti del suo territorio. I suoi piatti raccontano, alla stregua delle sue pagine, un universo poetico fatto di sensazioni e di ricordi, di storie di vita e di incontri, cadenzati da un amore profondo, ma scevro da vacui sentimentalismi, per la Bergamasca e il Lario. Costruite per accostamento, le pietanze si distinguono per espressività e nitidezza, nonché per una spiccata piacevolezza aromatico-gustativa, di volta in volta delegata al sapiente uso di una spezia, al modulato cenno di un’affumicatura, a una nuance esotica.

Ecco quindi che una delle materie prime più amate da Mario, il pesce d’acqua dolce (che giunge dalla manzoniana Pescarenico), tratteggia un percorso limpido e delicato, che si muove fra un saporito luccio cotto in court-bouillon spostato a salsa bianca (una sorta di ceviche a base delle ‘spuntature’ del luccio, vivacizzata da coriandolo e altre spezie) e salsa verde al prezzemolo, e dei magistrali tortelli di lavarello con bisque di gamberi e burro al lemongrass. Gusto, tecnica ed equilibrio abbondano nel risotto cotto in brodo vegetale e lampone di Albenza con zenzero, menta, Parmigiano, fiori di tagete e bottarga di coregone e nella complessa anguilla cotta al barbecue, affumicata per alcuni giorni e ripassata al barbecue, con pera macerata all’aceto di riso e grigliata, misticanza e salsa all’arancia.

Non mancano poi, secondo stagione, proposte a base di carne (come il battuto di manzetta con crudo di sedano, zucca marinata e maionese al pepe di Sichuan e la pancia di maialino con Bumbu e carota affumicata). Come non manca un’assortita e validissima proposta di dolci, curata da Giovanni Beretta, che pure si occupa dei pani, dei grissini e dei lievitati (fra i quali spicca il sontuoso Albenzola, a base di lamponi di Albenza).

La cantina è buona, seppur non smisurata. Il servizio è curato e sorridente. E i prezzi sono assai corretti: menu degustazione a 90 euro; come alla carta.
- Via Capaler, 3 (strada per la Roncola)
- Almenno San Bartolomeo (BG)
- Tel. 035642570
- www.ristorantecollina.it
- info@ristorantecollina.it
- Turno di chiusura: lunedì; a pranzo da martedì a venerdì
- Ferie: variabili











