CopertinaIzu

– di Gianluca Montinaro

A Milano, la capitale economica e culturale d’Italia, i ristoranti ‘etnici’ non mancano. Anzi abbondano: tant’è che è ben più difficile imbattersi in una insegna di verace cucina milanese che in locali che offrano cucine di altre zone del mondo. D’altronde difficile sarebbe immaginare il contrario dato che la metropoli meneghina, da sempre aperta alle novità, è stata la prima città italiana ad aver ospitato il primo vero ristorante giapponese in Italia: il mitico Suntory (stiamo parlando della prima metà degli anni Ottanta, in via Giuseppe Verdi, con i suoi magnifici piatti teppanyaki… un luogo magico!).

Uno scorcio dell’angolo bar del ristorante Izu, a Milano, in Corso Lodi

Negli anni gli etnici sono via via aumentati: ma tanto sono cresciuti di numero quanto hanno per strada perso la loro identità, abbracciando sempre più una cucina d’impronta fusion, capace di incrociare molteplici suggestioni dai cinque angoli del pianeta. Così, se da un lato, a Milano, oggi ci sono indubitabilmente tre dei migliori fusion d’Europa, dall’altro abbonda una pletora di locali dove, sì, si mangia bene, ma che mancano di anima.

La sala principale di Izu, confortevole ed elegante

Per fortuna si sta assistendo a un ‘movimento di ritorno’: alcune insegne, le più lungimiranti, quelle che non si sono mai per davvero staccate dalle proprie ‘origini’, stanno viepiù enfatizzando una proposta identitaria: forte, limpida e di impatto. Fra queste spicca, per l’ottimo livello raggiunto e pure per la forte storicità (il locale nasce nel 1993, ed è oggi alla seconda generazione) Izu, in corso Lodi, a pochissime centinaia di metri dalla monumentale Porta Romana.

Amuse-bouche

Alla guida c’è il giovane e determinato Jin Hu che, forte degli insegnamenti ricevuti dai genitori e delle esperienze maturate all’estero, sta indirizzando il proprio locale su una rotta chiara e avveduta. Il successo – data anche l’eleganza informale del luogo e la gentilezza del servizio – gli sta arridendo perché la cucina, che è stagionale, si mostra capace di parlare un linguaggio di nipponica inflessione complesso e curato ma pure espressivo e comprensibile. Ecco quindi che alla vasta selezione di nigiri e uramaki, carpacci e tartare, sushi e sashimi, si affiancano una golosa scelta di gyoza (i tipici ravioli ripieni del Sol Levante), di yaki udon e di riso. Non mancano poi pietanze più ‘gastronomiche’, come l’intrigante gambero rosso con fungo in tempura e purè di patata viola e come il superbo carbonaro nero dell’Alaska marinato al saikyo e miso cotto al forno (ricette che denotano non solo maestria tecnica ma che, enfatizzando la qualità della materia prima, si dimostrano oltremodo golose e appaganti).

…in due servizi

Bella la scelta dei dolci, e ottima la cantina che propone, a prezzi corretti, un ottimo ventaglio di etichette italiane e straniere, oltre a una pregevole selezione di sake. Onestissimo il prezzo del menu degustazione, offerto a 80 euro. Mentre ordinando alla carta si parte da una cinquantina di euro.

  • Izu
  • Corso Lodi, 27
  • Milano
  • Tel. 02.59900221
  • www.izumilano.com
  • j.izu82@gmail.com
  • Turno di chiusura: lunedì
  • Ferie: variabili
Gambero rosso, fungo in tempura e purè di patata viola
Trilogia di ceviche peruviana in chiave orientale con salsa ajimarillo, olio al coriandolo e Cipolla di Tropea
Carbonaro nero dell’Alaska marinato al saikyo e miso cotto al forno
Sorbetto allo yuzu