CopertinaL'Enosteria

– di Gianluca Montinaro

Un tempo, nei secoli passati, Fossombrone era molto più famosa di oggi: per i suoi sontuosi palazzi e le sue preziose biblioteche, per le sue ricche chiese e le sue vaste collezioni d’opere d’arte. Oggi è ‘solo’ un tranquillo e operoso ‘paesone’ della provincia di Pesaro-Urbino, adagiato sulle rive del fiume Metauro, a poco più di una ventina di chilometri dal mare.

L’insegna di L’Enosteria, nel centro storico di Fossombrone (Pu)

Ma una visita a Fossombrone vale sempre la pena di farla: per respirare l’atmosfera dei fasti rinascimentali. E magari pure per fare una sosta in un locale intrigante e sbarazzino, capace di ammiccare tanto alla trattoria, per la cura e la familiarità, quanto al bistrot contemporaneo, per i numerosi accorgimenti in fatto di servizio e di ricerca. Si chiama L’Enosteria e, nonostante il nome e il tono volutamente sobrio, offre una cucina d’alta scuola che apertamente si richiama, per la sua precisione e la sua complessità, i ristoranti più blasonati.

La sala d’ingresso di L’Enosteria, con il bancone ove fermarsi eventualmente per sorseggiare un aperitivo

Ai fornelli c’è un giovane di solida scuola, Rodion Dodu, che ha appreso i fondamenti del mestiere da un grande maestro, uno dei migliori di tutt’Italia: Lucio Pompili (in tantissimi se lo ricorderanno per il suo Symposium Quattro Stagioni, l’insegna che per prima, a metà degli anni Ottanta, ha rilanciato la grande cucina marchigiana). Ebbene Rodion, che proprio al Symposium ha lavorato per svariati anni, si mostra capace di orchestrare una proposta ampia e moderna nella quale carne, cacciagione e pesce si intrecciano in ricette sì articolate (come, per esempio, nelle chicche in brodetto di canocchie con cocco, lime e zafferano piuttosto che nella sontuosa variazione di piccione: petto, coscia, ala, interiora, fegato grasso) ma che si mostrano lineari, e di estrema soddisfazione, negli accostamenti aromatici e gustativi. Palato e senso della misura si incontrano anche nel goloso tonno con pomodori appassiti arricchito dallo spunto acido della cipolla rossa, dalla nota iodata e salata della bottarga e da un nonnulla di ‘esotico’ (il karkadè), mentre i calamari scottati con melanzana al miso, patate, capperi, olive, yuzu mimano, in versione molto più elegante, la classica e tradizionale insalata di molluschi.

Uno scorcio della sala da pranzo del ristorante

Non da meno appaiono i tortelli di faraona che racchiudono, nella loro farcia, i profumi e il sapore del ‘potacchio’ (una lenta brasatura di carni bianche con erbe aromatiche e vino bianco), impreziosito dalle uova di aringa e dal limone salato, mentre il baccalà con ceci, aglio nero e taccole riprende un’altra grande ‘accoppiata’ marchigiana.

La sobria ma curata mise en place

I dolci sono freschi e ben congeniati (da appaluso è la zuppa di arance con pasta di mandorle e gelato alla vaniglia). La cantina è in divenire. Il servizio è giovane e sorridente. Il conto si attesta intorno a 60 euro, mentre se ne spendono 58 per i convenienti menu degustazione (dei quali uno dedicato alla quaglia).

  • L’Enosteria
  • Via La Peja, 3
  • Fossombrone (Pu)
  • Tel. 0721.1798408
  • www.lenosteria.it
  • lenosteria2017@gmail.com
  • Turno di chiusura: martedì; a pranzo da lunedì a venerdì
  • Ferie: variabili
La ricca e golosa selezione dei lievitati di casa: il pane, la focaccia bianca, la focaccia al formaggio
Crema di cannellini con lenticchie e cotiche di maiale soffiate
Tonno, pomodori appassiti, cipolla rossa, bottarga e karkadè
Calamari scottati, melanzana al miso, patate, capperi, olive, yuzu
Chicche in brodetto di canocchie con cocco, lime e zafferano
Tortelli di faraona in ‘potacchio’, uova di aringa e limone salato
Baccalà con ceci, aglio nero e taccole
Variazione di piccione: petto, coscia, ala, interiora, fegato grasso
Zuppa di arance, pasta di mandorle e gelato alla vaniglia
Ananas cotto a bassa temperatura, cetriolo, gelato all’alloro, miele di castagno e polline
Champagne Extra Brut Billecart-Salmon; R di Rieussec Bordeaux Blanc 2001; Brio di Cantenac Brown Margaux 2016