CopertinaCasanovadiNeri

– di Gianluca Montinaro

«Quando mio padre Giovanni arrivò a Montalcino, poco meno di sessant’anni fa – ricorda Giacomo Neri – i produttori di vino erano una ventina appena. E, benché di questa terra già si intuisse tutto il potenziale, ancora non era ‘scoppiato’ il fenomeno Brunello. Mio padre, che era originario del Valdarno, era alla ricerca di un ‘grande luogo’ ove fare un ‘grande vino’. Si mise alla ricerca di quelle vigne e di quei poderi che, secondo lui, potessero esprimere al meglio l’anima del Sangiovese Grosso. Fu, negli anni Settanta, l’acquisto di Podere Casanova – che mio padre ribattezzò Casanova di Neri – a segnare l’avvio della nostra avventura; la sistemazione delle vigne preesistenti e l’impianto di nuove barbatelle vennero portati avanti con un unico obiettivo: produrre vini che alla potenza e all’acidità abbinassero la qualità dei tannini. Ovvero produrre un Brunello di Montalcino che si potesse bere con piacevolezza da giovane ma che, allo stesso tempo, fosse capace di attraversare i decenni».

La cantina Casanova di Neri, a Montalcino (Si)

Se, a distanza di cinque decenni, si guarda a quest’epopea si può dire – senza tema di sbagliare – che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto. Non solo Casanova di Neri ha consolidato una fama enorme, che la pone fra le primissime aziende montalcinesi. Ma i suoi vini hanno dimostrato, in occasioni molteplici, di essere fra i migliori della Denominazione, stupendi per la loro qualità sia in annate giovani sia in annate vecchie (chi scrive è rimasto sbalordito, giusto l’anno scorso, da un Brunello Casanova di Neri 1983: perfetto in ogni sua parte, e di una piacevolezza di beva sublime!).

Nel corso di una recente degustazione, tenutasi a Milano, nel curato giardino interno di Vòce – Aimo e Nadia, si sono ancora una volta potute apprezzare le doti di importanza e complessità ma pure di immediatezza e godibilità, dei vini di Casanova di Neri, nelle nuove annate del Rosso di Montalcino 2024 e del Brunello di Montalcino 2021.

© Davide Dal Mas | davidedalmas.com

Il Rosso di Montalcino 2024 (prodotto da vigne dedicate; vinificato a chicco intero, con un 10% di raspo; affinato quindici mesi in legno e almeno altri tre in vetro) si esprime su note di fresca eleganza, in linea con un’annata che ha i connotati della ‘classicità’. Bello il naso, con note di fragolina, di sottobosco, di olive e un nonnulla di polverosità tipica dei migliori Sangiovese. La bocca si muove di conseguenza: equilibrata, fine e lunga, seppur non possente, appare percorsa da tannini sottili e setosi, che sottolineano la mineralità della beva.

Da una singola vigna vecchia di sessantacinque anni, posta vicino all’abbazia di Sant’Antimo, giunge il Rosso di Montalcino Giovanni Neri 2024 che appare invece più impostato e pieno. Molteplici note di frutta (lampone, fragolina di bosco, arancia rossa…) si accompagnano a balsamici tocchi di smalto, di erbe e di spezie. Il sorso, concentrato e complesso, elegante e lungo, pare esprimere una maggiore nervosità a livello tannico, accompagnata da una sensazione di medio calore alcolico, da buona morbidezza e da una invidiabile pulizia gusto-olfattiva.

La gamma completa prodotta da Casanova di Neri

Discorso differente per i tre Brunello che sono espressione di tre aree differenti del territorio montalcinese in un’annata, la 2021, che è unanimamente ritenuta eccellente. Ad accomunarli lo stile equilibrato, tanto nei profumi quanto nella qualità dei tannini, vibranti e soffici, espressivi e cesellati.

La cosiddetta ‘etichetta bianca’ è il ‘vino-vessillo’ di Casanova di Neri, prodotto («ancora oggi come lo faceva mio papà», specifica con orgoglio Giacomo Neri) dal 1978. Si è di fronte a un Brunello ‘classico’ nato dalle prime vigne piantate negli anni Settanta (poste fra i 300 e i 500 metri d’altezza, su un terreno ricco di galestro) e che sosta in botte grande per circa quarantacinque mesi. I profumi appaiono complessi, seppur ancora un poco chiusi: non è però difficile percepire la piccola frutta rossa e nera, la ciliegia, le spezie bianche, sentori floreali e di macchia mediterranea. La bocca è perfetta: alla snellezza della struttura si accompagnano acidità e tannini in quadro di simmetria con le morbidezze polialcoliche e le sensazioni caloriche. Il finale è lungo e cesellato, pulitissimo, in un quadro generale di somma godibilità.

Il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova giunge invece dalla zona Sud di Montalcino, da una vigna (denominata Le Cetine) che affaccia sull’Orcia, ben ventilata e circondata da boschi. Qui il terreno è di origine alluvionale, vi abbondano sassi e pietre, e il vino che ne nasce rispecchia tutta l’anima selvaggia e silvestre del luogo. Nel bicchiere si sprigiona un profluvio di prugna e marasca, eucalipto e pepe bianco, viola e geranio, sottobosco e cuoio, che accompagnano un sorso largo e lungo, potente e scalpitante, scandito da tannini vivi (il tempo certo porterà giovamento) e da una sapidità finissima che chiude la bocca con eleganza.

La batteria dei Brunello di Montalcino 2021, completata dai due Rosso di Montalcino 2023, che si sono assaggiati in occasione della presentazione tenutasi al ristorante Vòce – Aimo e Nadia, a Milano

Da Sant’Antimo giunge invece il Brunello Giovanni Neri che riprende e amplia le sublimi percezioni del Rosso: il naso, elegantissimo, appare quasi didascalico nella scansione di frutta (arancia rossa, fragola, amarena, pesca…) e fiori (viola, peonia), intessuti da nuance balsamiche, speziate e minerali. La bocca, succosa e lunghissima, è impostata in un equilibrio di enorme soddisfazione fra i tannini setosi, la morbidezza dei polialcoli e la raffinatezza di una mineralità sottile, pulita e persistente.

Chi conosce Casanova di Neri sa che c’è poi un quarto Brunello: il celeberrimo Cerretalto (dall’omonima vigna), etichetta mitica che viene prodotta solo nelle annate eccezionali. Per assaggiare il 2021 bisognerà attendere ancora un po’. Cerretalto rimane sei anni in legno, prima di essere imbottigliato. Ne scriveremo non appena uscirà!

  • Casanova di Neri
  • Podere Fiesole
  • Strada Provinciale 14, Via Traversa dei Monti km. 31,800
  • Montalcino (Si)
  • Tel. 0577.834455
  • www.casanovadineri.wine
  • info@casanovadineri.com