– di Gianluca Montinaro
A Courmayeur, sotto le vette del Monte Bianco, nel 1877, un tal Pierre Alexis (curiosa l’omonimia con Pierre-Alexis Ponson du Terrail, il celebre scrittore francese creatore del personaggio di Rocambole) edificò, a poca distanza dalla centrale Via Roma, una stalla. Un luogo suggestivo, con le sue basse volte in mattoni, che nel corso del tempo – quando i cavalli hanno lasciato il posto alle automobili – ha cambiato più volte destinazione d’uso, venendo trasformato dapprima in falegnameria e quindi, alla fine dell’ormai secolo scorso, in ristorante.

Nel 2012 Stefano Marchetto insieme a sua moglie Monica ne ha rilevato la gestione, trasformandolo in un locale elegante, ma non formalmente gessato. La sua è una cucina di non stretta osservanza: più che alle ricette della tradizione (sulle quali, forse, si potrebbe provare a lavorare in chiave ‘contemporanea’…) Marchetto pare interessato a interpretare le materie prime della Vallée in piatti spesso ‘siglati’ dalla presenza di erbe e fiori di montagna, variamente lavorati.

Una passione, quella per le officinali e le selvatiche, che il cuoco ha ereditato dalla famiglia e che ha approfondito nel corso degli anni, parallelamente all’affinamento di una tecnica che appare di buon livello (le cotture sembrano quasi sempre corrette; i sapori appaiono bilanciati; i fondi mostrano di essere ben tirati…). e a un non troppo nascosto amore per il Sol Levante. Il risultato sono piatti che, senza debordare in creatività (per fortuna!), si muovono in contrappunto e che – soprattutto nelle preparazioni più lineari – non mancano di gioiosa golosità.

Così, in una serata d’estate – obiettivamente la stagione migliore per una proposta di tal fatta – si possono assaggiare una insalata di ortaggi e frutti rossi con fiori eduli e aromatiche arricchita da formaggio Champchevrette (peccato, ma solo veniale, la consistenza appena granulosa di quest’ultimo) e degli ottimi gyoza piastrati e farciti di Seirass e buon enrico con lumache e olio all’aglio orsino (sagace incrocio ‘ideale’ fra le lumache à la bourguignonne e i plin di Seirass, in versione ‘giappo’).

Interessanti anche i taglierini al burro alpino aromatizzato alle erbe con salmerino affumicato, mentre il coniglio con ciliegia, nocciole, grenaille e zabaione alla camomilla avrebbe meritato una maggiore attenzione esecutiva in alcune sue parti ‘complementari’ (intenso il profumo di fritto della ciliegia, e un po’ indietro di cottura l’involtino di verza e coniglio).

In sala, oltre a Michela, si muovono i loro due giovani figli: Liam ed Egon, il quale, con passione, segue anche una cantina ampia il giusto fra Italia e Francia, e a prezzi sostanzialmente corretti. Tre sono i menu degustazione, offerti a 80, 100 e 130 euro. Mentre se ne spendono una novantina per due piatti e un dolce à la carte (le quantità delle porzioni andrebbe però rimodulata perché sono un po’ troppo piccoline).
- Pierre Alexis 1877
- Via Guglielmo Marconi, 50/A
- Courmayeur (Ao)
- Tel. 0165.856700
- www.pierrealexis.it
- info@pierrealexis.it
- Turno di chiusura: lunedì
- Ferie: variabili







