– di Gianluca Montinaro
C’è un fiume, l’Adige, che a Nord di Bolzano non si limita a segnare un confine geografico: separa due mondi. Da un lato il versante della valle ove si trova Terlano, le cui vigne affondano le radici nei resti di un antico cratere vulcanico, in suoli di porfido quarzifero che regalano bianchi di rara mineralità e capacità di invecchiamento. Dall’altro lato, riparato dal massiccio del Macaion, il versante ove sorge Andriano e dove il clima si fa più mite e i terreni, argillosi e sabbiosi, ben drenati, sanno restituire ai vitigni a bacca rossa – Merlot, Lagrein, Pinot Nero – pienezza e al contempo eleganza. Terlano e Andriano: due cooperative, fondate entrambe nel 1893 a pochi mesi di distanza, che dal 2008 hanno unito le forze senza però rinunciare, l’una e l’altra, alla propria voce.

Nata dall’intuizione di trentuno viticoltori del paese, Cantina Andriano conta oggi sessanta soci e circa ottanta ettari di vigneti. La sua linea di punta, «Selezioni», racconta la vocazione poliedrica del territorio: con l’espressivo Chardonnay Doran, il vibrante Sauvignon Blanc Andrius, il dolce Gewürztraminer Juvelo. E soprattutto con i rossi che meglio ne esprimono il carattere: i due Lagrein, Peter 1893 e Tor di Lupo, il Pinot Nero Anrar e il Merlot Gant.

Ed è proprio quest’ultimo a narrare, con incisività, le capacità di Andriano. Il nome del vino deriva dal Gantkofel, lo sperone roccioso del Macaion che sovrasta il paese: una montagna che protegge i vigneti – posti fra 250 e 300 metri – dagli eccessi termici e regala, con le sue notti fresche, un’escursione che allunga la maturazione e preserva la vivacità aromatica delle uve. «Gant rappresenta – spiega Klaus Gasser, direttore delle due cantine – uno dei rossi più identitari della gamma. Esprime con coerenza ciò che Andriano sa fare con i vitigni a bacca rossa: pienezza e carattere, senza mai rinunciare all’eleganza che questo territorio regala». D’altronde Gant – vinificato in acciaio e sapientemente affinato in barrique di diversi passaggi – è un vino che – come sottolinea l’enologo Rudi Kofler non rinuncia a un carattere «fresco e fruttato, con un profilo aromatico espressivo e un tenore alcolico contenuto, in linea con la vocazione di Andriano per i rossi di precisione».

Precisione ulteriormente accentuata nel caso della (difficile) annata 2023: fresca e piovosa. Teso e verticale, è un Merlot che parla una lingua alpina, ben differente – per esempio – dai nobili cugini di Bolgheri e del Chianti, più caldi e concentrati. Nel bicchiere Gant appare di un magnifico e impenetrabile rosso rubino, scevro ancora da riflessi granati. Il naso si muove con puntualità da sensazioni erbacee e floreali a note di frutta (ribes nero, marasca, prugna, curiosi accenti di melograno), arricchite da una speziatura ancora compressa dalla giovinezza (si intravedono il pepe nero e il cardamomo). In bocca Gant è imponente ma non pesante. Subito si avvertono le morbidezze e una complessa mineralità, seguono poi un tannino ancora gagliardo, una bella sensazione calorica e una freschezza di gioventù che accompagna il sorso con eleganza, ampiezza, lunghezza e pulizia. La percezione generale è quella di un vino di corpo ma che sfugge il pericolo della concentrazione, in una agilità fine e netta che acquista spessore nelle lunghe percezioni retronasali. Un grande vino ora. Ma che sarà ancora più grande se si avrà la pazienza di lasciarlo in cantina ancora uno o due anni.
- Cantina Andriano
- Via Wehrburg, 5
- Andriano (Bz)
- Tel. 0471.510306
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- office@cantina-andriano.com