CopertinaLaurentPerrierUltraBrut

di Gianluca Montinaro

Nel 1889 la veuve Laurent-Perrier osò un gesto che allora suonava quasi eretico: mettere in commercio un «Grand Vin Sans Sucre», pensato per la clientela inglese, notoriamente insofferente verso gli Champagne troppo dolci. L’idea restò a lungo un episodio isolato, fino a quando, nel 1981, Bernard de Nonancourt non decise di riprenderla e di portarla alle sue estreme conseguenze: nasceva così Ultra Brut, il vino a dosaggio zero che avrebbe cambiato il modo stesso di intendere lo Champagne.

Non fu un gesto improvvisato. L’idea era maturata già nel 1976, annata torrida che aveva regalato uve di rara maturità, in perfetto equilibrio fra zuccheri e acidità: la condizione ideale per rinunciare del tutto al dosaggio senza sacrificare l’armonia del vino. Quando Ultra Brut arrivò sul mercato, nessun’altra grande maison produceva Champagne a dosaggio zero, e la categoria semplicemente non esisteva: il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne non aveva una casella in cui collocarlo. Fu proprio su sollecitazione di Laurent-Perrier che le diciture «Extra Brut» e «Brut Nature» vennero riconosciute ufficialmente, rispettivamente nel 1985 e nel 1996: la maison, in altre parole, non si limitò a inventare un vino, ma contribuì a scrivere le regole del gioco.

Il gesto si comprende meglio se inserito nello stile della casa. Fondata nel 1812 a Tours-sur-Marne da André-Michel Pierlot, passata poi al genero Eugène Laurent e, alla sua morte prematura nel 1887, alla vedova Mathilde-Emilie Perrier (da cui il nome composto), Laurent-Perrier ha costruito la propria identità su una scelta stilistica precisa: la centralità dello Chardonnay, che nei suoi vini garantisce una cifra di finezza, tensione ed eleganza distinta rispetto alle maison a trazione Pinot Nero. È il medesimo impianto stilistico che, nel 1959, aveva già dato vita a Grand Siècle, e che Bernard de Nonancourt – alla guida della casa per oltre mezzo secolo, fino al 2010 – avrebbe portato alle estreme conseguenze proprio con Ultra Brut: se lo Chardonnay è, per la maison, il vitigno della purezza, un vino senza dosaggio ne è la dimostrazione più radicale.

La cuvée nasce dall’assemblaggio di una quindicina di cru di diverse annate, con una decisa prevalenza dello Chardonnay (circa il 55%) sul Pinot Nero (45%), e riposa in cantina per circa sei anni prima della sboccatura. Nessuno zucchero viene aggiunto in alcuna fase della vinificazione: un vino che si consegna al bicchiere senza correzioni, senza ‘trucchi’, senza nulla che ne ‘ammorbidisca’ l’identità.

Nel calice si presenta di un giallo paglierino luminoso, con perlage sottile e costante. Il naso è diritto, quasi tagliente: agrumi, mela verde, una nota gessosa e salina che richiama direttamente il terroir della Champagne. In bocca la sensazione dominante è la purezza: nessuna morbidezza a mascherare la materia, un’acidità tesa che accompagna un frutto scarno ma precisissimo, fino a una chiusura sapida, quasi marina. Un vino scomodo, se si cerca la rotondità; rivelatore, se si vuole capire cos’è davvero un grande Chardonnay della Champagne.

  • Champagne Laurent-Perrier
  • Avenue de Champagne, 32
  • Tours-sur-Marne
  • Francia
  • Tel. +33.2.26589122
  • www.laurent-perrier.com
  • info@laurent-perrier.com