CopertinaChateauneuf-du-Pape2018 Tardieu-Laurent

– di Gianluca Montinaro

In Francia c’è un’appellation che porta ancora addosso il peso di un pontificato. Nel Trecento Giovanni XXII, secondo papa avignonese, volle, su una collina che sovrasta il Rodano, appena a Nord di Avignone, la sua residenza estiva. Vi edificò uno château neuf (castello nuovo), e nei pressi vi fece piantare una vigna. Da questo luogo nasce un nome che è insieme toponimo e memoria. Ma la vera rivoluzione arriva nel 1923, quando i viticoltori, riuniti a Château Fortia su iniziativa del barone Pierre Le Roy de Boiseaumarié, si danno regole mai viste: grado minimo, cernita rigorosa delle uve, tredici varietà ammesse fra rosse e bianche. Nel 1936 Châteauneuf-du-Pape diventa la prima AOC di Francia: un laboratorio giuridico prima ancora che enologico, di cui tutto il sistema delle denominazioni francesi porta ancora l’impronta. La sua particolarità resta però nei galets roulés, quei ciottoli levigati dal Rodano preistorico che di giorno accumulano calore e di notte lo restituiscono alla vite, e in un uvaggio che nessun’altra appellation del mondo eguaglia per varietà consentite.

In questo mondo di château e domaine familiari, Tardieu-Laurent è un’anomalia felice: un négociant, cioè una casa che non possiede (se non in minima parte) le vigne da cui giungono i vini. Fondata nel 1994 da Michel Tardieu, un provenzale che per sedici anni aveva guidato auto di rappresentanza fra i vigneti del Rodano, stringendo amicizie con i migliori viticoltori, e da Dominique Laurent, négociant borgognone di formazione pasticcera, la maison (oggi guidata dal solo Michel, insieme al figlio Bastien) ha costruito la propria reputazione non sulla proprietà ma sulle relazioni, siglando contratti pluriennali con viticoltori proprietari di vecchie vigne (spesso di oltre cinquant’anni) selezionate parcella per parcella. Lo stile che ne è scaturito è quello di una haute couture del vino rodaniano: rese basse, minimo intervento in cantina, lunghi e sapienti affinamenti in legno.

La Cuvée Spéciale si distingue nettamente dal Châteauneuf-du-Pape ‘base’ della casa: nasce da vigne di circa settant’anni nella parte occidentale della Crau, su suoli sabbiosi ai confini con Courthezon, ed è vinificata a grappolo intero – pratica tutt’altro che scontata a Châteauneuf – su un uvaggio dominato al 95% da Grenache. È una scelta che privilegia la trama tannica e la speziatura sopra la pura opulenza fruttata, e che separa questa etichetta dalle interpretazioni più levigate e ‘internazionali’ di molti vicini.

Il 2018, nel Rodano meridionale, è stato un millesimo capriccioso: primavera calda e piovosa, Mistral quasi assente, oidio e peronospora dilagati come non si vedeva dal 1973. Chi ha saputo lavorare in vigna e selezionare con severità in cantina – e Tardieu-Laurent rientra in questa categoria – ha prodotto vini eleganti, setosi, pronti prima del previsto. Nel bicchiere il vino si mostra di un rubino profondo. Al naso il cedro e la vaniglia si intrecciano a lampone vivo, scorza d’arancia, liquirizia salata e garrigue. In bocca è potente eppure equilibrato: ciliegia nera, mirtillo, pepe nero e note ferrose danno struttura a un sorso concentrato ma mai pesante, con tannini morbidi e un finale lungo e balsamico.

  • Tardieu-Laurent
  • Route de Cucuron
  • Lourmarin
  • Francia
  • Tel. +33.4.90688025
  • www.tardieu-laurent.fr
  • info@tardieu-laurent.fr