– di Gianluca Montinaro
Correva il 1897 quando Nino Negri, originario di Aprica, sposò Amelia Galli e decise di piantare le proprie radici imprenditoriali a Chiuro, nel cuore della Valtellina. Da quel matrimonio nacque una casa vinicola che, attraverso il figlio Carluccio, artefice della crescita qualitativa dell’azienda, e poi l’ingresso nel 1986 nell’orbita del Gruppo Italiano Vini, è diventata sinonimo dei vini valtellinesi nel mondo. Una storia lunga oltre un secolo, scandita dalla stessa ostinazione che serve per coltivare la Chiavennasca – il clone di Nebbiolo che abita queste terre impervie – su terrazzamenti che la montagna concede col contagocce.
Fra tutte le vigne della tenuta, Fracia è la più antica e la più estrema. Si trova nel punto più freddo dell’azienda, al fondo di una piccola valle stretta fra i ghiacciai, dove – curiosamente – prospera una vegetazione quasi mediterranea: lavanda e rosmarino convivono con temperature d’alta quota. «Qui tutto è ritardato», racconta l’enologo Danilo Drocco, piemontese di Alba alla guida della cantina dal 2018: germogliamento, fioritura, maturazione e vendemmia arrivano con un ritardo di circa venti giorni rispetto alle altre vigne. Un ritardo che si allunga anche in cantina, dove Vigna Fracia riposa un anno in botte grande e altri due, anziché uno, in bottiglia.

Il 2019 è stata un’annata di equilibri sottili: una primavera fredda, con nevicate tardive cadute su un Nebbiolo già in germoglio senza però provocare danni; un’estate nella norma ma avara di piogge; e infine un settembre generoso d’acqua, che ha permesso all’uva di raggiungere una maturazione perfetta proprio in tempo per la vendemmia.

Nel bicchiere, Vigna Fracia Valtellina Superiore Valgella Docg 2019 si presenta di un rubino intenso, appena velato di riflessi granato. Al naso è un vino che parla per accumulo: rosa canina e viola in apertura, poi rosmarino e lavanda a virare verso il balsamico, con la frutta di bosco a fare da controcanto. In bocca il tannino è fitto ma levigato, la freschezza corre sotto la struttura senza mai spezzarla, e la sapidità minerale accompagna il sorso fino a un finale lungo, quasi ostinato, degno di un vino che ha imparato la pazienza dal proprio terroir.
- Nino Negri
- Via Ghibellini, 3
- Chiuro (So)
- Tel. 0342.485211
- www.ninonegri.it
- n.negri@giv.it