CopertinaGastonChiquetSP2014

di Gianluca Montinaro

Fra le tante consorterie che punteggiano la storia della Champagne, solo una ha saputo trasformare un gesto di orgoglio collettivo in un simbolo riconoscibile a colpo d’occhio: il Club Trésors de Champagne. Nato nel 1971 come Club de Viticulteurs Champenois, riunisce ancora oggi – fra i pochissimi soci fondatori sopravvissuti – le maison Pierre Gimonnet, Paul Bara e, appunto, Gaston Chiquet. La regola è semplice quanto severa: solo vignaioli che coltivano le proprie vigne, riuniti ogni febbraio a giudicare all’unanimità se l’annata precedente meriti l’appellativo di eccezionale; solo dopo, una doppia degustazione alla cieca decide quali cuvée avranno diritto alla celebre bottiglia verde dal profilo settecentesco, riservata ai membri e a nessun altro. Una selezione, più che un’etichetta.

Gaston Chiquet arriva a questo appuntamento con una storia che risale al 1746, quando Nicolas Chiquet piantò le prime vigne a Dizy, nella Vallée de la Marne. È però nel 1935 che Gaston Chiquet fonda il marchio che porta il suo nome, dando avvio a una progressiva acquisizione di parcelle fra Dizy, Aÿ, Mareuil-sur-Aÿ e Hautvillers: ventitré ettari in tutto, oggi condotti da Antoine e Nicolas Chiquet, affiancati dal 2014 dalla giovane Marion, quarta generazione a portare avanti il nome. Fra le scelte più visionarie della famiglia, quella di piantare Chardonnay ad Aÿ, terra da sempre regno del Pinot Noir: un piccolo atto di eresia che oggi si legge come lungimiranza, coerente con la certificazione ambientale HVE e con l’adesione ai protocolli di viticoltura sostenibile della regione.

Lo Special Club 2014 nasce da un assemblaggio di 70% Chardonnay e 30% Pinot Noir, raccolti a mano in settembre nei villaggi Premier Cru di Hautvillers, Dizy e Mareuil-sur-Aÿ: il cuore della Vallée de la Marne interpretato secondo l’equilibrio, più che secondo la potenza. La vinificazione è condotta parcella per parcella in piccoli tini termoregolati, con malolattica completa e stabilizzazione a freddo; segue un affinamento sui lieviti che supera i sette anni, prima di una sboccatura tardiva nell’ottobre 2022 e di un ulteriore riposo di alcuni mesi. Il dosaggio, 8 grammi/litro, resta nella cornice classica del Brut, per una bolla di 12,5 gradi che non insegue la magrezza a tutti i costi.

Nel calice si propone con un giallo dorato tenue e luminoso. Il naso è ampio e generoso, aperto su agrumi maturi, frutta a polpa gialla, frutta secca e crosta di pane appena sfornato (la firma di una lunga sosta sui lieviti condotta senza fretta). In bocca la cremosità si sposa a una freschezza mai invadente, con un’eleganza distesa che sfocia in un finale sapido e persistente. Per una bottiglia che racconta la Vallée de la Marne con la misura di chi la conosce da quasi tre secoli!

  • Champagne Gaston Chiquet
  • Avenue du Général Leclerc, 912
  • Dizy
  • Francia
  • Tel. +33.3.265522.02
  • www.gastonchiquet.com
  • info@gastonchiquet.com