– di Gianluca Montinaro
C’è un nome, scritto in un registro di vigna, che uno storico non può non fermarsi a leggere: nel 1522 un tale Apvril Philipponnat, capitano svizzero stabilitosi ad Aÿ, risulta proprietario di alcune parcelle in una località chiamata Le Léon. Da quella riga sono discese sedici generazioni, fino a Charles Philipponnat, che oggi guida la casa – di proprietà del gruppo Lanson-BCC dal 1997, ma governata ancora, e non per finzione, da un Philipponnat – con il motto di famiglia, «la Champagne au coeur», scolpito più nei fatti che sull’etichetta. La sede è a Mareuil-sur-Aÿ dal 1910; il vigneto più celebre, il Clos des Goisses, resta il manifesto della casa: cinque ettari e mezzo del pendio vitato più ripido della Champagne, quarantacinque gradi di inclinazione esposti a mezzogiorno. C’è poi la Cuvée 1522 (prodotta in quantità limitatissime), declinata in versione Extra-Brut e in versione Extra-Brut Rosé, che nasce altrove, o meglio: nasce da prima ancora del Clos, proprio dal vigneto Le Léon del capitano svizzero.

Il Rosé un assemblaggio di tre grandi terroir calcarei della Champagne: il Pinot Noir storico di Le Léon e due selezioni Grand Cru, generalmente Mailly sulla Montagne de Reims e Le Mesnil-sur-Oger nella Côte des Blancs. Una parte delle uve fermenta in legno, senza malolattica: una scelta che punta tutto sulla freschezza, non sull’ammorbidimento. Il vino riposa poi in cantina otto anni prima della sboccatura, e viene dosato extra-Brut a quattro grammi per litro: un dosaggio quasi ascetico, che lascia parlare il vino. Il colore rosato arriva dall’aggiunta di una piccola percentuale (7%) di vino rosso di Mareuil o, assai più spesso, di vino rosso proveniente dalle uve del Clos des Goisses.

Il 2009 (che è stato prodotto in poco più di duemila bottiglie numerate) è stata un’annata tendenzialmente calda che, dopo un giugno piovoso, ha snocciolato lunghe settimane senza precipitazioni, sino a una vendemmia perfetta ai primi di settembre. Ne sono nati vini generosi, meno acidi del 2008 ma più rotondi, inizialmente quasi burrosi, che oggi, sfrondati di quel grasso giovanile, sono tornati freschi, fruttati e precisi. È in questo momento che la Cuvée 1522 va stappata: affascinante il suo color rame rosato con riflessi dorati; stordente il naso di fragolina di bosco e ribes maturi in confettura, brioche, cenni di spezie e di gesso. La bocca è piena e tesa, segnata dalla cremosità di una bollicina finissima e sostenuto da un’acidità che il lungo affinamento ha saputo preservare. Il sorso chiude lungo, sapido, e con precisione millimetrica.
- Champagne Philipponnat
- Rue du Pont, 13
- Mareuil-sur-Aÿ
- Francia
- Tel. +33.3.26569300
- www.philipponnat.com
- contact@philipponnat.com