CopertinaPrieuré-Lichine2015

– di Gianluca Montinaro

Fu Alexis Lichine, mercante e scrittore di vini franco-americano, a rilevare nel 1951 un antico priorato di Cantenac, ridotto allora a undici ettari di vigna e in stato di semiabbandono. Il priorato era stato fondato secoli prima dai monaci benedettini dell’abbazia di Vertheuil, presso Saint-Estèphe: da quel passato ecclesiastico, unito al nome del nuovo proprietario, nasce la denominazione attuale. Mister Lichine – soprannominato oltre Atlantico ‘il papa del vino’ – ne fece in pochi anni la tenuta più visitata del Médoc, il primo château ad aprire le proprie porte al pubblico.

Classificato Quarto Cru Classé nel 1855 con il nome di Château Prieuré, il domaine appartiene dal 1999 al Groupe Ballande, negoziante bordolese che lo ha rilevato dalla famiglia Lichine per circa venti milioni di sterline.

Il vigneto – quasi ottanta ettari, frazionati in centocinquanta particelle – è fra i più estesi dell’intera Margaux, e l’unico a toccare tutti e cinque i comuni dell’appellation: Cantenac, Margaux, Arsac, Soussans, Labarde. Un mosaico di croupe ghiaiose di origine Günziana, su sabbie e argille, che affiora fra i quindici e i venti metri sul livello della Gironda.

Il taglio del vino riflette questa varietà di terroir, in una formula che declina Cabernet Sauvignon (circa 50%), Merlot (45%) e un 5% di Petit Verdot. Il Merlot, in una percentuale decisamente alta per Margaux, si traduce in un frutto più immediato e in una trama meno severa di quella dei vicini a dominante Cabernet.

Lo stile resta comunque quello dell’appellation: eleganza più che potenza, un tannino di seta piuttosto che di velluto pesante. Ma con un accento proprio, una beva pronta prima e una vena aromatica che il secondo vino, Confidences de Prieuré-Lichine, restituisce in una versione più immediata e altrettanto onesta (mentre il Clocher du Prieuré, Merlot 100% su un piccolo appezzamento in Haut-Médoc, resta un’etichetta a parte, quasi un divertissement della maison).

Il 2015 è stata, a Margaux, un’annata di equilibrio raro: un’estate calda seguita da piogge di settembre arrivate al momento giusto, che hanno permesso una maturazione fenolica completa senza sacrificare la freschezza. Nel bicchiere il vino appare di colore rubino fitto, quasi impenetrabile ai bordi. Al naso la ciliegia nera e la susina si aprono su note di liquirizia e fumo, con un leggerissimo fondo di terra bagnata e di ghiaia. In bocca il tannino è ancora vibrante e la trama fitta, ma non dura; il frutto è puro, diretto, sorretto da un’acidità che allunga il finale su ritorni di grafite e di macchia mediterranea, con un ultimo richiamo di erbe di garrigue essiccate a chiudere il sorso.

  • Château Prieuré-Lichine
  • Avenue de la 5e République, 34
  • Margaux-Cantenac
  • Francia
  • Tel. +33.5.57883628
  • www.prieure-lichine.fr
  • contact@prieure-lichine.fr