Copertina WilliSchaefer DP Spatlese 2012

– di Gianluca Montinaro

Il Domprobst è la vigna del ‘prevosto del duomo’. Il suo nome ricorda il decano della cattedrale di Treviri, il quale da queste terre, per antico privilegio, incassava una quota della decima sul vino. Un registro del 1731 stimava già il valore di questo appezzamento: duecento fiorini. Una cifra molto alta per l’epoca, ma il motivo è presto detto. Il versante della vigna sopra Graach guarda a Sud-Sud Ovest ed è ripidissimo (la pendenza va dal 45% al 75%). Il suolo è ardesia devoniana, con argille che sotto la roccia alterata trattengono più acqua. La collina ripara bene dal vento e dal gelo. Il Domprobst è il cuore del più ampio Himmelreich che lo circonda, e oggi è classificato Grosse Lage dal VDP (l’associazione dei produttori di Prädikatswein). Ne escono vini di potenza e di intensità, di marcata mineralità e di grande longevità.

La cantina Willi Schaefer ha circa la metà dei propri vigneti (poco più di quattro ettari in tutto, divisi in una quarantina di parcelle fra Domprobst, Himmelreich e Wehlener Sonnenuhr) proprio sul Domprobst. Alla fine degli anni Ottanta, durante il riordino fondiario della vigna, Schaefer ne acquistò le particelle più strategiche. Aveva rilevato la cantina dal padre nel 1971, a ventidue anni. Ma le radici viticole della sua famiglia risalgono a secoli prima, almeno stando a un atto di donazione risalente al 1121. Oggi le viti più vecchie dell’azienda hanno circa sessant’anni e in buona parte sono a piede franco. Dal 2015 la cantina è guidata dal figlio Christoph, entrato in azienda nel 2002, insieme alla moglie Andrea. Mentre Willi è scomparso nel 2024, a 79 anni.

Lo stile è quello della Mosella più tradizionale. La maturazione si giudica assaggiando l’uva in vigna. Gli acini si pressano con molta delicatezza. Il mosto fermenta spontaneamente e molto lentamente in fuder (le botti tradizionali della Mosella, da mille litri, alcune degli anni Cinquanta) e matura per circa sei mesi sulle fecce fini. Ogni botte viene fermata quando l’equilibrio fra acidità e dolcezza è giudicato quello giusto. Poi il riposo in acciaio, con una filtrazione leggera, fino all’imbottigliamento.

Questa Spätlese (vendemmia tardiva, con uve più mature del Kabinett) nel bicchiere si presenta di un oro antico, pieno e quasi magico. Al naso predominano la pietra focaia e l’albicocca disidratata, seguite da toni di miele e di zenzero candito, con un fondo di idrocarburi appena accennato. In bocca la dolcezza è ancora ben presente, ma l’acidità la tiene in riga: un sorso denso e teso, salino e agrumato, in grande equilibrio, di lunghezza lenta e insistente. A quattordici anni dalla vendemmia l’ardesia è ancora la voce principale, e il finale si chiude su un ricordo di mela cotogna.

  • Willi Schaefer
  • Hauptstrasse, 130
  • Graach
  • Germania
  • Tel. +49.6.5318041
  • www.weingut-willi-schaefer.de
  • info@weingut-willi-schaefer.de