– di Gianluca Montinaro
Hermonville, all’estremità settentrionale della Champagne, alle porte della Montagne de Reims, nel Massif Saint-Thierry, non è certo uno dei villaggi più noti della regione. C’è solo una vigna, coltivata fin dal XII secolo. Ma c’è anche una famiglia – Minière – che da tempo immemore se ne occupa. Nel 1919 Alfred Minière, reduce dagli orrori della Prima guerra mondiale, si costruì un torchio e, invece di cedere le uve, prese a vendere il vino ai mercanti di Reims. Per tre generazioni si lavorò così: uva e vino ai négociant. Poi, nel 2005, subentrarono nella gestione dell’azienda i fratelli Frédéric e Rodolphe, quarta generazione. E due anni dopo arrivarono le prime bottiglie a proprio nome.
Frédéric si era formato ad Avize, da Anselme Selosse, e quella scuola si riconosce: lui stesso dice che senza l’incontro con Selosse non farebbe i vini che fa. Tutti i vini fermentano e maturano in legno (circa il 70% dei fusti ha più di cinque anni, così il legno cede ossigeno più che aroma), con bâtonnage (la periodica rimessa in sospensione dei lieviti). Il domaine oggi conta quasi otto ettari, tutti a Hermonville e a prevalenza di Meunier, con viti che hanno in media quarantacinque anni (molte non innestate, riprodotte per selezione massale). Le parcelle guardano a Sud e a Sud-Est, e sono disposte ad anfiteatro sulla valle. I suoli sono sabbioso-limosi, con argilla e sabbia nelle parti basse e senza gesso: un’anomalia in Champagne. Terre povere, ma capaci di dare maturità e un frutto largo. La produzione dell’intera casa resta piccola, intorno alle quindicimila bottiglie.

Influence Rosé è un assemblage di Pinot Nero (35%), Chardonnay (34%) e Pinot Meunier (25%), a cui viene aggiunto un 6% di Pinot Nero vinificato in rosso (ovvero come vino fermo, un Coteaux Champenois, che dà colore e struttura. Il vino è stato vinificato e affinato per otto mesi in barrique, senza malolattica. E la bottiglia che abbiamo degustato unisce due vendemmie: la 2016 per l’85% e la 2015 per il restante 15%. Il vino è stato messo in bottiglia nel giugno 2017 ed è stato sboccato nel settembre 2020, con un dosaggio di 2,8 grammi per litro. Le bottiglie prodotte di quel lotto sono state appena 1.660.
Perché Influence Rosé è particolare per la maison? Perché porta in una tipologia di norma giocata sulla freschezza e sul frutto la mano di chi ha imparato a lavorare in botte. Un Rosé ‘di legno’, insomma, ma senza alcuna pesantezza.

Nel bicchiere il vino si propone di un bel colore ramato, con sfumature color salmone e ambra, e con un perlage fine. Al naso predominano il lampone e la fragola, seguiti poi da toni agrumati e da fiori delicati (la rosa, un pizzico geranio) e da una nota di spezie dolci. In bocca il frutto è pieno e il sorso fresco, sostenuto da una mineralità leggera ma lunga, insistente ma impalpabile, e da una bollicina finissima, fino a un finale delicato e persistente, che torna sui piccoli frutti di bosco.
- Champagne Minière F&R
- Rue Saint Martin, 8/bis
- Hermonville
- Francia
- Tel. +33.3.26506843
- www.champagne-miniere.fr
- contact@champagne-miniere.fr